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martedì 21 aprile 2015

Il Polpo (Octopus vulgaris)





Il polpo comune (Octopus vulgaris Cuvier1797) o piovra, chiamato spesso ed erroneamente polipo, è un cefalopode della famiglia Octopodidae.
È un mollusco cefalopode molto diffuso nei bassi fondali, non oltre i 200 metri. Preferisce i substrati aspri, rocciosi, perché ricchi di nascondigli, fessure e piccole caverne in cui nascondersi: l'assenza di endo ed esoscheletro gli permette di prendere qualsiasi forma, e di passare attraverso cunicoli molto stretti. Presente in tutti i mari e gli oceani, è molto diffuso anche nel Mar Mediterraneo
Nel Mediterraneo viene pescato principalmente in due diversi periodi dell'anno: da settembre a dicembre (in buone quantità, seppur ancora di piccola taglia) e da maggio a luglio (periodo nel quale è di taglia più grossa).



Il polpo possiede 3 cuori e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande precisione nel dettaglio. Sfrutta questa abilità sia per mimetizzarsi che per comunicare con i suoi simili. 
Caratteristica principale è la presenza di una doppia fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli, il che lo distingue dal moscardino che ha una sola fila di ventose. 
Al centro degli otto tentacoli, sulla parte inferiore dell'animale, si trova la bocca che termina con un becco corneo utilizzato per rompere gusci di conchiglie e il carapace dei crostacei dei quali si nutre. 
Il manto è lungo 8-25 cm, i tentacoli invece sono lunghi in media 40-100 cm, il peso varia da 500 grammi fino a 7-8 kg degli esemplari più grandi. 
In genere i maschi sono più grandi delle femmine. 
L'Octopus vulgaris vive mediamente un anno, massimo un anno e mezzo. Altre specie, come la piovra gigante del Pacifico (Enteroctopus dofleinii) hanno aspettativa di vita maggiore, sopravvivendo anche 5-6 anni.


Può spostarsi rapidamente espellendo con forza l'acqua attraverso un sifone, che viene utilizzato anche per l'emissione dell'inchiostro nero usato in funzione difensiva per confondere possibili predatori.

Per attrarre le femmine, i polpi effettuano un rituale di corteggiamento. Liberano sperma in pacchetti seminali, detti spermatofore. Per trasferirli alla cavità palleale della femmina durante la copula, utilizzano un braccio modificato chiamato ectocotilo. Dopo che la femmina del polpo ha deposto le uova (in numero che varia da 50.000 a 400.000) le difende da possibili predatori fino alla schiusa. In questo periodo di 1-2 mesi non si nutre perdendo una gran parte del suo peso e muore dopo la schiusa. Le paralarve che escono dalle uova attraversano prima una fase planctonica, per poi subire metamorfosi, diventare bentonici, ed essere in tutto e per tutto simili ad adulti in miniatura.


È considerato uno degli invertebrati più intelligenti; è stato, per esempio, dimostrato che il polpo comune ha la capacità di apprendere se sottoposto a test di apprendimento per associazione e osservando gli altri della sua specie, capacità che era stata dimostrata solo in alcuni mammiferi. Quest'ultima evidenza è alquanto sorprendente, poiché, essendo il polpo un animale fortemente solitario, sembrerebbe inspiegabile un comportamento simile, tipico di animali con rapporti sociali.
Una volta pescato, è in grado di riguadagnare la libertà uscendo attraverso i boccaporti delle navi. Sottoposto a test durante i quali gli è stata somministrata una preda rinchiusa in un barattolo, il polpo ha dimostrato di essere in grado di aprire il barattolo per raggiungere il cibo.
Talora usa acquattarsi sotto gli anfratti rocciosi del fondo marino, talora invece vive in tane preparate con pietre disposte in circolo.

venerdì 4 ottobre 2013

Esseri Gelatinosi: Le Meduse!

                                                                      Dall'aerticolo di Marco Porcelli

Ogni essere gelatinoso incontrato in mare viene etichettato come "medusa" e considerato urticante. Le specie di medusa sono però circa 7000 e non tutte sono urticanti, anche se è sempre meglio non toccarle. 
Le varie specie di medusa appartengono a tre diverse classi: Hydrozoa, Scyphozoa e Cubozoa.


                                                                                                     Dal sito marinariservamiramare.it
                                        
La maggior parte delle meduse presenta sessi separati.
I gameti possono essere liberati nell’ambiente esterno. In alcuni casi le uova sono trattenute all’interno del genitore fino alla fecondazione. Appena dopo la fecondazione vi è la formazione di una larva, liberamente natante, detta Planula. A parte la classe Scyphozoa e quella Cubozoa, che sono costituite da individui che hanno prevalentemente forma medusoidale, le specie che costituiscono la classe delle idromeduse hanno un ciclo di vita a forme alterne: trascorrono una prima fase della vita sottoforma di polipo, quindi fisso al substrato, con limitazione nei movimenti e una parte della vita la trascorrono sottoforma di medusa, liberamente natante. (www.mille-animali.com)


Le meduse sono animali tipicamente pelagici e planctonici (vivono cioè in mare aperto, sospese nella colonna d’acqua, portate dalle correnti) costituite da acqua per il 98% del loro peso, e hanno perciò consistenza generalmente gelatinosa; il loro corpo è formato da un’ombrella approssimativamente semisferica, da cui pendono il manubrio, sorta di apparato boccale, ed i tentacoli, spesso molto lunghi. Questi portano i cnidoblasti, cellule contenenti nematocisti, strutture specializzate nell’inoculo di un veleno prodotto dall’animale stesso, a volte così debole da non essere avvertibile dall’uomo, spesso invece piuttosto doloroso, e raramente, nel caso di alcune specie di meduse non presenti in Mediterraneo, addirittura mortale.





Regolarmente si può assistere a grandi aggregazioni di meduse di diverse specie nei nostri mari. 
Benché certamente fastidiose e problematiche per i bagnanti, queste aggregazioni possono offrire spettacoli originali ed intriganti ai subacquei nel caso in cui, ben protetti, si trovino ad attraversarle ed abbiano voglia di soffermarsi ad osservarle: i corpi colorati delle meduse, i raggi del sole che li attraversano facendoli brillare, i piccoli pesci che talvolta vivono associati ad alcune specie, tanti spunti per guardare con piacere questi fenomeni.  (M.Porcelli)


                                                                                Foto di Tkashi Murai