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lunedì 9 marzo 2015

iSharkFin, il nuovo software della Fao che aiuta a salvare gli squali




Gli squali potranno un giorno nuotare più serenamente grazie a un nuovo strumento digitale sviluppato dalla FAO che permette una rapida identificazione di queste specie. Il nuovo software, chiamato in inglese iSharkFin, aiuterà a proteggere specie di squali a rischio di estinzione e a combattere il commercio illegale di pinne di squalo.

E’ uno strumento per gli addetti alla dogana, per gli ispettori dei mercati ittici ma anche per i pescatori che vogliono evitare la cattura di specie protette, ha affermato Monica Barone, che ha guidato una squadra del Dipartimento Pesca e Acquacoltura della FAO nello sviluppo del software.

I lavori su questo progetto sono iniziati nel 2013, dopo che cinque specie di squali sono stati aggiunti alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche a rischio d’estinzione (CITES).
Il sistema si basa su tecniche d’intelligenza artificiale e fornisce un utile strumento agli ispettori portuali, agli agenti doganali, agli ispettori del mercato e a coloro che commerciano pesce, tutte persone che non hanno una formazione specifica nel riconoscimento e nella classificazione scientifica delle specie.

Viene caricata una fotografia, l’utente sceglie alcuni punti chiave della forma della pinna e altri dettagli,   un algoritmo confronta le informazioni con la sua banca dati e identifica la specie di squalo in questione. Il processo richiede circa cinque minuti. La FAO sta anche sviluppando un’applicazione di iSharkFin che può essere utilizzata su tablets o smartphone, ampliandone così la portata e l’impiego.




Finora iSharkFin è in grado di identificare 35 specie di squali dalle pinne dorsali – la pinna del pescecane per antonomasia – e sette solo dalle pinne pettorali. Molte di queste specie sono quelle più frequentemente commerciate a livello internazionale. Ne saranno aggiunte altre, ma poiché alcune specie stanno diventando abbastanza rare, ci vorrà tempo per raccogliere dati completi.

Il software è stato sviluppato dalla FAO in collaborazione con l’Università di Vigo, in Spagna. CITES e il governo del Giappone hanno fornito un sostegno finanziario. L’introduzione di iSharkFin potrebbe consentire alle autorità di svelare il mistero sulla reale entità della pesca allo squalo a livello mondiale.

Le stime sul numero di squali uccisi variano enormemente.  Secondo uno studio recente la cifra potrebbe essere superiore ai 73 milioni di unità, ovvero più del 6 per cento dello stock totale annuo. Una quantità che supera il tasso ritenuto sostenibile per animali, come gli squali, caratterizzati da una crescita lenta, che raggiungono tardi la maturità e che hanno una riproduzione limitata. Dati questi che sono quattro volte superiori rispetto a quanto registrato dalla FAO, basandosi su statistiche ufficiali di produzione.

La causa di tale divario, incomprensibilmente ampio, è spesso attribuita allo “spinnamento” (finning in inglese, n.d.t.), una pratica crudele che consiste nel pescare gli squali, tagliare loro le pinne (destinate al commercio) e rigettare l’animale morente in acqua. Molte nazioni hanno dichiarato lo “spinnamento” illegale e hanno stabilito che le pinne di squalo possono essere commercializzate solo se l’intera carcassa è portata a riva.

L’utilizzo di iSharkFin dovrebbe anche consentire una migliore comprensione del divario di dati, poiché le informazioni sulle pinne fotografate possono essere utilizzate per estrapolare volume e peso presunti dell’intero animale, portando – come ha spiegato la dott.ssa Barone – ad un calcolo indiretto della cattura di pescecani.
Della sfida di una gestione efficace in alto mare, di una pesca responsabile e della conservazione delle specie a rischio, si discute questa settimana nel seminario ad alto livello che si svolge presso la FAO (17-20 febbraio).

Fonte: http://www.greenreport.it/

martedì 3 marzo 2015

Pesce siluro gigante pescato nel Po: è record mondiale

L'impresa ittica è riuscita a due fratelli che dopo le foto di rito hanno rimesso il colosso in acqua


Lo scorso giovedì 19 febbraio i gemelli Dino e Dario Ferrari, che stavano pescando nelle acque del fiume Po nei pressi di Casalmoro (Mn), hanno preso un pesce siluro decisamente da record: 2,67 metri per un peso di 127kg.
Per tirare a bordo il siluro da record, talmente grosso che persino il network americano Cnn se ne è occupato con un servizio video ed un'intervista Skype ad uno dei protagonisti, è stata necessaria un'attrezzatura altrettanto speciale, particolarmente resistente.
Le immagini della cattura del colosso d'acqua dolce, le fotografie di seguito ed il video in testa a questo post, sono state realizzate dai Ferrari, pescatori che a quanto abbiamo appreso vantano una certa esperienza nel ramo della pesca sportiva: il pesce siluro pescato nei giorni scorsi sul fiume Po, fra il Reggiano e il Mantovano, dopo le foto di rito è stato rimesso in libertà.


sabato 17 novembre 2012

22 Novembre: data importante al Parlamento Europeo


stabilisce l'urgenza di adottare misure per limitare o evitare l'ulteriore
diffondersi della pratica dello spinnamento degli
squali vietando l'asportazione delle loro
pinne a bordo dei pescherecci.
Considerate le difficoltà
pratiche inerenti all'identificazione delle specie in base
alle pinne asportate, è opportuno che tale divieto si
applichi a tutti gli Elasmobranchii, fatta eccezione per
l'asportazione delle ali di razza.
Tuttavia l'asportazione delle pinne da squali morti a bordo può
essere consentita qualora tale operazione
consenta un'utilizzazione più razionale di tutte le parti
dell'animale mediante la lavorazione separata a bordo
delle pinne e delle restanti parti degli animali.
Questa eccezione rende molto difficoltoso il monitoraggio della pesca al fine di impedire la pratica del finning.
Il 22 Novembre 2012 (pag. 17) all'ordine del giorno del Parlamento Europeo ci sarà la votazione per la modifica di questo regolamento.
E' importante, per combattere la pratica del finning, che le pinne non vengano divise dalle carcasse degli squali, senza eccezioni.
...Speriamo bene!


lunedì 17 ottobre 2011

Settimana Europea dello Squalo



Anche quest’anno, sempre ad ottobre, i membri di Shark Alliance organizzano in Europa una settimana di attività ed eventi dedicati agli squali e a tutti i loro appassionati e sostenitori, per saperne di più sugli squali e sulla loro tutela e per unire le loro voci a quelle che chiedono ai politici di assicurare un buono stato di salute delle popolazioni di squali.

Lo scorso anno, Shark Alliance ha organizzato in 13 Paesi europei eventi ed iniziative, raccogliendo più di 34.000 fra cartoline e petizioni, attraverso la partecipazione e il sostegno di acquari, diving e scuole che, insieme a migliaia di e-mail e lettere di cittadini, sono state inviate ai Membri del Parlamento Europeo. Grazie all’impegno e alla partecipazione di migliaia di cittadini la maggioranza dei Parlamentari europei ha firmato una Dichiarazione Scritta che chiedeva il rafforzamento del divieto UE sul finning e lo sbarco degli squali con le pinne attaccate al corpo.

Quest’anno vogliamo concentrarci sui Ministri della Pesca degli Stati Membri europei e sugli impegni NON mantenuti previsti dal Piano d’Azione comunitario per gli Squali del 2009 e in particolare sul rafforzamento del Regolamento sul finning.

Dopo la pressione esercitata da Shark Alliance due anni fa, i Ministri della Pesca dell’UE approvarono un efficace Piano d’Azione per la protezione degli squali ma la questione è rimasta poi irrisolta: il divieto europeo sul finning contiene ancora possibili scappatoie al Regolamento, non tutela diverse specie in pericolo e non pone ai pescherecci europei limiti di cattura per diverse specie target. Nei prossimi mesi avremo l’opportunità di realizzare e portare a termine gli impegni del Piano d’Azione comunitario ed è pertanto necessario mantenere alta l’attenzione e continuare a fare pressione.

Chiederemo un aiuto ai gruppi membri di Shark Alliance, agli acquari e a tutti gli altri sostenitori e appassionati di squali, per raccogliere il maggior numero possibile di firme per le petizioni nazionali che promuoveremo (anche on line) e per organizzare eventi e raccogliere immagini e fotografie e testimonianze. Chiederemo così ai Ministri della Pesca di impegnarsi concretamente per proteggere gli squali e portare a termine gli obiettivi promessi nel 2009 e ancora non raggiunti.

Segna in agenda le date dal 15 al 23 ottobre prossimo. Se vuoi saperne di più o, ancora meglio, se vuoi offrire il tuo aiuto – contatta Serena Maso, serena.maso@gmail.com









FONTE: http://www.settimanaeuropeadellosqualo.it/content.asp?did=35618


Ricordo per finire che il 17 ottobre 2011 alle ore 21.00 all'Acquario Civico di Milano, in Via Gadio 2,  si terrà la conferenza inaugurale della "Settimana Europea dello Squalo"


WhaleShark photo-identification in Djibouti: attività di fotoidentificazione di Squali Balena (Rhinconodon typus) in Djibouti.